Al di là dell’isola – Storie di uomini e donne ritrovati
Bastava solo alzare la tenda del cielo o scostare la coperta del mare per potersi reciprocamente osservare da una remota distanza.
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DALLA QUARTA DI COPERTINA:
Un’originale raccolta di racconti capace di rinnovare, non senza una certa dose di creatività, il modello classico del romanzo psicologico di memoria “sveviana”. Il fil rouge comune alle vicende narrate è chiaramente espresso dal sottotitolo: Storie di uomini e donne ritrovati. Personaggi incerti, delusi, arrabbiati, annoiati; le figure tratteggiate da Vincenzo Ziparo sono tra le più variegate, e decisamente stravaganti in alcuni atteggiamenti, ma hanno caratteristiche comuni, capaci di riportare alla luce una normalità messa in discussione, che necessita di una ricerca interiore e di un riposizionamento. I protagonisti si trovano a interagire, volenti o nolenti, in una terra misteriosa quanto ignota, resa reale da miti e tradizioni e su cui sembra aleggiare un’ombra di misticità travestita da coincidenza. Le tematiche presentate si possono comprendere mediante diversi livelli di lettura riuscendo a sviluppare una traccia inedita: queste storie individuali — orientate da una forte introspezione — hanno il merito di aprirsi ad altri piani interpretativi e di raccontare le contraddizioni della quotidianità contemporanea.
Il giusto debito
Bene, vai pure, vai! Schiavo del tuo fardello! Come lo è anche il tuo debitore. Entrambi incatenati ai vostri obblighi, riscuotere e pagare dignitosamente. Ma ricordati: a chi muore viene cancellato ogni debito e ogni credito.
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DALLA QUARTA DI COPERTINA:
Capita spesso che il destino di un uomo sia tracciato da volontà diverse dalle sue, e persino da un complesso intreccio di azioni e voleri dovuto a più generazioni di uomini e donne. È questo il caso del protagonista del nostro romanzo, Francesco, costretto a condurre un’esistenza, e a sopravvivere, entro dei limiti che altri, a partire dal Risorgimento Italiano, hanno segnato per lui. Così, con un passo d’interrogazione continua e perplessa, frastagliato da ampie digressioni storiche, il protagonista è obbligato a districarsi su un pericoloso terreno già plasmato da altri, e lo fa prestando sempre molta attenzione al mondo che lo circonda, cercando di non farsi condizionare dalla propria rabbia, dai propri dubbi o dal proprio calvario. Non ha scelta Francesco. Deve vivere e soprattutto subire la vita in cui si ritrova. Tentando di evitare alla svelta le incrinature e gli abbagli intuitivi che potrebbero farlo fallire nel suo fine ultimo: rimanere vivo. Accadono molte cose, in questo romanzo, o meglio in questa storia di storie, dal folto caleidoscopio emotivo, in cui coesistono caratteri spietati, impulsi di dolcezza e sussulti di violenza fuori dal comune, scaturiti da un subconscio sofferente. Un groviglio palpitante di vitalità e allo stesso tempo di agonia, che bisogna districare, servendosi del mito e della magia che compongono “le fil rouge” dell’intera narrazione. Un “fil rouge” che alla fine, in Eritrea, poco prima della caduta dell’AOI, Africa Orientale Italiana, condurrà Francesco a una non scontata crescita interiore e all’affrancamento dal suo “Giusto Debito”.
L’attimo della scelta
La lotta tra due donne per un uomo, o tra due uomini per una donna, è una lotta di possesso, causata dal desiderio di essere unici e soli, ma proprio l’evidenza di essere in lotta elimina il concetto d’esclusività dell’amore.
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DALLA QUARTA DI COPERTINA:
Esiste un luogo, nascosto nelle pieghe del tempo, dove il rumore
del mondo svanisce. Per il Gran Maestro è un monastero
di silenzio; per Frida Beratti è il galoppo sfrenato del suo
cavallo Oscar. Divisa tra una routine metodica e il peso di un
passato che ha spezzato la vita di sua sorella Anna, Frida cerca
un riscatto che la realtà le nega. La sua storia si compie
nell’arco di una settimana: sette tappe in cui ogni giornata
corrisponde allo stesso giorno della settimana, ma in epoche
diverse della sua esistenza. In questa architettura temporale
sospesa, dove i ricordi deviano il presente, il confine tra il
desiderio più intimo e l’azione più deprecabile si assottiglia
fino a dissolversi. Tra passioni mai sopite e la ricerca di un
“attimo eterno”, Frida scoprirà che ogni scelta ha un prezzo,
e che per proteggere chi si ama bisogna spingersi oltre.
L’attimo della scelta è un viaggio struggente tra nostalgia e
ribellione; il racconto di una liberazione estrema in cui l’indagine
sulla colpa si trasforma in un atto d’amore assoluto
e irreversibile.