Vincenzo Ziparo

È difficile accettare che la tua ombra ti segui sempre e ovunque.

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  • BookTrailer “Il giusto debito”

    « …i suoi nemici si muovevano in branco: la loro forza era il gruppo, la loro viltà la paura di morire, il loro respiro l’infamia, il loro puzzo le anime che custodivano. Lui era il più capace di tutti ma, quando scivolò su una radice di un albero, il branco gli fu addosso, spietato, crudele. Fu facile poi perdersi nei colori della primavera, nel rosso dei papaveri, nelle sfumature intense dei fiori di maggio, nel verde dell’erba fresca, sino a liberarsi senza rumore, senza vita, tra i rami alti e vigorosi delle querce…. »

    « …ha scavato Zio Tonio, dentro di sé, in fondo al pozzo, e nel labirinto della sua anima si è perso. Ha vagato nella notte buia, poi inaspettatamente si è ritrovato e ha capito. È ritornato sui suoi passi e, quando è arrivato al punto giusto, ha rivolto lo sguardo verso l’alto e su, su in cima al pozzo, ha scorto la lieve luce della salvezza: così, dopo un lungo respiro, ha liberato l’anima, ha permesso che volasse via verso il bagliore. Quasi mai, chi come lui era stato laggiù, faceva ritorno. Lui invece era ritornato, conosceva la differenza, poteva seguirne la spaccatura. No, non è un animale Zio Tonio, ma di sicuro non è neppure un uomo o meglio: in entrambi i casi non lo è nel senso negativo del termine… »

    « …poi un pensiero lo bloccò per qualche istante: era da tempo che lui non si trovava più nella situazione di dover decidere se un uomo doveva continuare a vivere o no. Questo dato di fatto lo fece pensare alla terra che calpestava sotto i suoi piedi e di quanto essa fosse sempre assetata di sangue. Pensò pure che ciò non valesse solo per quella crudele terra di palude, ma per ogni angolo della terra, persino quello più remoto. Ovunque ogni essere vivente potesse andare il discorso non cambiava: la terra sarebbe stata pronta ad assorbirlo, a riciclare rapidamente la sua carne..la terra non era lì per servirci. Non importava se fossi una pianta, un animale, un uomo, un bambino, un vecchio, un essere malato o uno che scoppiava di salute, alla terra non importava un accidente di niente riguardo a chi diavolo calpestasse il suo suolo o di chi e che cosa piantasse le radici in essa. La terra non era nata per sorreggerci a tempo indeterminato. Tutti la calpestavamo perché l’unica realtà, e fondamento base dell’esistenza della terra stessa, che ci permetteva di farlo, consisteva nell’ineluttabile destino che prima o poi saremmo diventati il suo carburante. Non era la terra a essere a nostra disposizione, ma eravamo noi a dover soddisfare la sua fame… »

    « …solo chi parte in realtà è chi rimane. Custodisce in se un mondo destinato a svanire. Condannato a non ritornare, perché il tempo inesorabilmente cancella tutto ciò a cui si spera di far ritorno. … »

    « …alzava poi il dito indice e, puntandolo sui suoi fedeli seduti in silenzio ad ascoltarlo, li ammoniva nel seguente modo:

    – Ricordate che tutto quello che porta al bene: circostanze, coincidenze, presentimenti umani, non sono altro che una manifestazione di Dio. E siccome Dio è la fonte di ogni bene, se noi ammettiamo che il bene possa avere altre origini, allora noi stessi siamo strumenti del demonio, al servizio del male e non del Signore che ci indirizza a perseguire il suo volere.

    Pasqualina Capotosto, sempre seduta in prima fila, comprese allora che la luce degli occhi, che la scrutavano di soppiatto, sarebbe divenuta sempre di più amorevole, perché, come il vecchio Don Cataldo sapeva bene, non c’era miglior modo per scacciare una particolare paura dal cuore degli uomini che usare una paura diversa, una paura ancora più grande della prima… »

    « …la nave prosegue la sua rotta scivolando su un mondo piatto e senza ostacoli, in cui il buio nasconde i confini tra acqua e cielo, facendoli diventare un unico ambiente dove le creature che lo abitano si muovono in modo simile: volando e nuotando. Per noi creature terrestri, l’immobilità assoluta, quella in cui non vi è neppure un alito di vento, non costituisce un’eccezione. Ma per chi non vive attaccato a terra, è solo uno stato astratto, inimmaginabile. … »

    « …vivendo in un continuo peregrinare, avevano fatto proprio, già da tempo, uno stile di vita sicuramente incompatibile con una famiglia con figli. Tutto ciò che avrebbero potuto costruire vivendo diversamente era una non realtà in cui spesso amavano rimpiangersi. Giusto per il piacere di alternare una pena a quella che, nonostante i continui cambiamenti di paesi e abitudini, si ingannavano a considerare come monotona felicità. Conoscevano da tempo la sostanza uno dell’altro e le loro imprescindibili preferenze, aspettavano soltanto che si facesse troppo tardi per poter prendere una qualsiasi decisione che li allontanasse dallo scontato futuro che avevano già scelto… »

    « …ci baciamo ripetutamente, come se volessimo recuperare dei baci persi e fare provvista di quelli che perderemo. Ci baciamo e avremmo continuato così per sempre se lei non avesse preso il mio volto tra le sue mani e non si fosse distaccata dalle mie labbra. In questa posizione rimaniamo per degli attimi interminabili a guardarci fissi negli occhi. Le mie mani le accarezzano i capelli, il viso, le labbra. Lei mi guarda dritto negli occhi, non si muove, è lei la più forte, la più risoluta. Con un ultimo bacio si porta via quanto poteva, quanto voleva, quanto non saprò mai. Lentamente si allontana da me, io invece rimango fermo, intrappolato nei baci di un momento prima… »