Vincenzo Ziparo

È difficile accettare che la tua ombra ti segui sempre e ovunque.

« Torna alla Home
  • BookTrailer “L’attimo della scelta”

    « ….la convinzione che ognuno amasse secondo una personale e spesso egoistica condotta, asservita ai propri desideri, e che si finisse sempre per amare chi riesce a soddisfare quei desideri, facendoci sentire, illusoriamente, migliori di quel che in realtà siamo, la spinse a troncare il discorso…. »

    « …era questo uno dei suoi modi infallibili di far combinare inconciliabili vedute: ammantava di ineluttabilità ciò che altrimenti avrebbe portato a lunghe, circolari e totalmente inconcludenti discussioni. Niente di meglio per sigillare il passato ed evitare di parlarne ancora… »

    « …in quel momento fu pervaso da un senso di inutilità che avrebbe atterrito la maggior parte degli uomini, ma che in lui generò invece una sorta di consolante assoluzione. Quel vuoto lo liberava dal lieve rimorso provato per il funerale mancato e, per estensione, per tutto il resto…come gli accadeva spesso, gli riusciva terribilmente facile convincersi del contrario di ciò che desiderava disconoscere. Era una strategia ovvia che lo aiutava ad affrontare l’esistenza nell’unico modo che conosceva, rinfrancato da quella verità di comodo a cui aveva scelto di credere… »

    « …fu assalita da un sospetto sconcertante, un dubbio che le strinse lo stomaco: chissà perché tante donne affini a lei finivano poi per sposarsi proprio con l’uomo che le andava “mezzo” a genio, e finivano puntualmente per lasciarsi con quello che le andava a genio per “intero”? Pensò, con un amaro sapore di rassegnazione in bocca, che presumibilmente tali donne fossero destinate a rimanere sole, anime erranti, e che il “mezzo” uomo fosse solo lo strumento destinato a farle desistere, a farle chiudere definitivamente la partita con l’altro sesso… … »

    «…quel suo modo spietato di guardargli dentro, di leggergli l’anima attraverso le pupille, faceva sentire Renato perennemente in colpa per le proprie mancanze. Soprattutto adesso, nel vuoto lasciato dal divorzio. Ora che si ritrovava a ciondolare in un limbo borderline, sospeso tra il dubbio logorante di essere stato un uomo alquanto egoista e la consolazione inebriante di sentirsi finalmente libero da ogni sorta di vincolo o dovere. Era un esercizio mentale faticoso, che lo impegnava a correggere di continuo le motivazioni con cui cercava di assopire la sua coscienza inquieta. Non intendeva, perciò, introdurre ulteriori elementi di instabilità nel percorso di vita comodo e lineare che andava faticosamente ricercando… »

    « …poiché una revisione coerente del passato appariva ormai come un’impresa impossibile, ed era al contempo troppo corto e annebbiato lo sguardo su un futuro imponderabile, non rimaneva altra soluzione che affrontare a viso aperto il presente… »

    « …in quel momento sentiva solo una strana voglia di perdersi. Era la stessa sensazione di chi, seguendo consigli ingannevoli, imbocca una strada sbagliata, comprendendo soltanto dopo essersi smarrito di conoscere benissimo la via giusta e di non avere avuto alcuna intenzione di seguirla, solo perché il desiderio selvaggio di smarrirsi lo aveva dolcemente guidato… »

    « …sprecare è il verbo che mi ossessiona maggiormente. È un termine subdolo, sempre in agguato nelle pieghe della mia esistenza così come in quella di una grossa fetta di umanità. Ama rivelarsi solo quando ha buone probabilità di avere la meglio, e approfitta sempre dei momenti di debolezza altrui. È un verbo del dopo, come il piangere, ma a differenza di quest’ultimo non ti regala sollievo né allevia il carico; al contrario, lo appesantisce e fa di questo aggravio la sua essenza… »

    « …ci sono casi in cui l’amore non ha bisogno del perdono; circostanze in cui non sono necessarie, né sufficienti, scuse o conciliazioni artificiali. L’amore vive di vita propria: sceglie da solo se rimanere sano, rovinarsi o persino morire. In queste circostanze è sempre ben chiaro verso cosa si stia andando incontro e, malgrado ogni volontà, si è costretti ad accettarlo incondizionatamente, nel bene o nel male… »

    « …senza dubbio egli era di buona indole e, se solo ne avesse avuto la possibilità materiale, sarebbe stato anche capace di gesti generosi, ma era pur sempre troppo impaziente di succhiare ogni briciolo di midollo dal presente per poter sciupare il tempo con un lavoro serio o per rimandare il piacere al momento opportuno. Perciò il suo sostegno verso la famiglia non era stato quasi mai di natura materiale e il suo amore per le figlie, o per chiunque altro gli stesse vicino, era privo di qualsiasi dono che non fosse di puro spirito e scarso impegno. Questo aspetto lo relegava inesorabilmente nella categoria dei “generosi potenziali”… »